Contributo CONAI: che cos’è e come funziona?

La preservazione e il rispetto dell’ambiente è senza dubbio uno dei temi maggiormente discussi oggigiorno nella società e nel mondo produttivo.
Per questo le attività del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) sono finanziate da un contributo ambientale, una tassa legata doppio filo con lo smaltimento e il riciclaggio che non fa che incentivare l’uso di imballaggi riciclabili per favorire un minor impatto ambientale delle produzioni industriali.
Ma quali sono gli obiettivi del CONAI, come funziona tale contributo, a chi spetta onorarlo e che dire dei vantaggi che apporta?
Analizziamo la risposta a ciascun quesito in questo articolo!

CONAI: di cosa si tratta e i suoi obiettivi

Innanzitutto, è bene partire chiarendo cosa sia effettivamente il CONAI e quali obiettivi si ponga.
Il Consorzio Nazionale Imballaggi è un consorzio privato attivo senza alcun fine di lucro istituito nel 1997 a seguito del Decreto Ronchi datato al 5 febbraio dello stesso anno.
L’articolo 41 di tale decreto stabilisce quelli che sono i reali obiettivi del CONAI, ossia l’organizzazione e la gestione del sistema di raccolta e riciclo dei rifiuti allo scopo di promuovere l’utilizzo di imballaggi composti da materiali sostenibili e riutilizzabili.
Da quando è stato istituito, ossia dal 1997 ad oggi, il CONAI ha portato ad una sensibile riduzione degli imballaggi conferiti in discarica e ad una crescita sostanziale della raccolta differenziata.

Contributo CONAI: di cosa si tratta e quali sono gli scopi

Come già menzionato precedentemente, ogni attività svolta dal consorzio CONAI è finanziata da uno speciale contributo ambientale, ossia una vera e propria tassa per lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti.
Si tratta a tutti gli effetti di un contributo obbligatorio dedicato alle imprese produttrici e fruitrici di imballaggi aderenti al CONAI: tale imposta viene versata a fronte delle spese coperte per le attività di raccolta, riciclo e smaltimento degli imballaggi utilizzati.
L’importo di tale contributo varia in base alla tipologia di materiale considerato come imballaggio; tuttavia, in linea generale, la cifra viene calcolata mediante la moltiplicazione tra il peso del materiale prodotto per un importo fisso stabilito dallo stesso CONAI.

Tra gli obiettivi di tale contributo si annovera innanzitutto la riduzione della produzione di rifiuti non riciclabili, dato che le aziende che producono e utilizzano frequentemente gli imballaggi si impegnano a far diventare riciclabile e riutilizzabile il rifiuto anziché smaltirlo semplicemente.

Inoltre, tra le finalità più importanti del contributo CONAI figura anche l’incentivare il recupero e il riciclo di materiali come la plastica, aumentando di fatto la coscienza ambientale dei singoli cittadini e creando una collaborazione tra fruitori, produttori ed enti che si occupano della raccolta.

Contributo CONAI: come funziona

Il contributo CONAI è una forma di finanziamento con la quale il consorzio suddivide il costo per il riciclaggio, il recupero dei rifiuti e la stessa raccolta differenziata tra i fruitori e i produttori.

L’importo di tale contributo viene calcolato direttamente in fattura dal produttore al primissimo utilizzatore o, nel caso in cui entrambe le parti non siano aderenti al Consorzio di filiera, dal produttore alla prima vendita del determinato imballaggio.

Ad ogni modo, ogni produttore è tenuto a comunicare la quantità esatta di imballaggi prodotti in modo tale da versare il contributo nella misura più proporzionata possibile, ai sensi di quanto sancito dal Decreto Ronchi.

Tuttavia, tra i fruitori del contributo non rientra chi acquista un prodotto imballato per destinarlo alla propria attività aziendale senza rimetterlo in commercio o distribuirne la merce.
Il contributo CONAI dev’essere versato entro e non oltre il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.
Ma che dire del concetto di imballaggio? Cosa viene considerato tale ai fini del contributo CONAI?

Contributo CONAI: gli imballaggi accettati

L’articolo 218 del Decreto Legislativo n°152 del 2006 fornisce delle indicazioni piuttosto precise in merito a ciò che può essere considerato imballaggio o meno.

L’imballaggio propriamente detto è un prodotto di qualsivoglia materiale che ha come principale funzione quella di contenere delle merci, materie prime o prodotti finiti per proteggerle, assicurarne la presentazione e consentire ai sistemi di consegna di manipolarle senza danneggiarle.
Si distinguono ben 3 sottocategorie di imballaggio, le stesse che abbiamo visto nel nostro articolo dedicato a spiegare a che cosa serve il packaging:

  • imballaggio primario, ossia quello concepito come unità di vendita disponibile per l’acquisto;
  • imballaggio secondario, ovvero l’accumulo di un determinato numero di unità di vendita che agevola il rifornimento sugli scaffali;
  • imballaggio terziario, tipologia ideata per facilitare il più possibile il trasporto delle merci in esso contenute

Il contributo ambientale CONAI riguarda anche gli imballaggi importati dall’estero, dato che il loro impiego si tradurrà nella produzione di rifiuti appartenenti al territorio nazionale.

Contributo CONAI: cosa accade fiscalmente e le potenziali violazioni

Per poter essere opportunamente valutato, il contributo CONAI dev’essere calcolato in fattura rispettando delle procedure essenziali.

Ad esempio, tale contributo deve essere il corrispettivo di una prestazione accessoria, secondo quanto stipulato dal Decreto 633 del 1972; inoltre, esso deve rientrare nei campi di applicazione IVA e dev’essere soggetto ad attenta valutazione per poter calcolare la fatturazione elettronica obbligatoria.

Il regolamento CONAI prevede anche delle tipologie di infrazione alle quali si può andare incontro: tra esse si annovera la mancata applicazione del contributo ambientale nonostante si tratti di una tassa obbligatoria, l’insufficiente o l’errata comunicazione della quantità di imballaggi prodotti o utilizzati, la ritardata presentazione della suddetta dichiarazione, l’impiego fraudolento delle esenzioni previste, nonché l’inattendibile dichiarazione del contributo.

La sanzione pecuniaria a fronte di una di queste infrazioni è pari al 50% delle somme dovute nel caso in cui si tratti della prima violazione o del 150% di tali cifre qualora le infrazioni commesse siano più di una. L’importo delle singole sanzioni, tuttavia, possono essere ridotte ad un terzo pagandole entro i primi 60 giorni dalla comunicazione.
Insomma, il contributo CONAI è senz’altro un incentivo per sensibilizzare i produttori e i consumatori alla raccolta differenziata e al riciclaggio degli imballaggi utilizzati, nel pieno rispetto ambientale.

Averne chiaro in mente il funzionamento, le modalità per onorarlo, le scadenze da rispettare e il regolamento stabilito consente di versare tale tassa nella maniera corretta, in modo tale da dare una grossa mano nel preservare la salute del pianeta che ci ospita da sempre!